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- sulle navi di legno: la continuazione della murata al di sopra del trincarino;
- nelle antiche navi da guerra: la continuazione della murata desti...

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Entrate recenti
11/11/2008
Categoria: Divertimento : Aforismi

Autore: paperofa (11:32 am)
L'esperienza del partecipare ad una comunità e quindi del contatto con altri, sia attraverso la conoscenza personale, sia attraverso la mediazione a distanza della parola scritta o parlata, mi ha indotto a considerare, anzi riconsiderare, la possibilità di mettere in comune i miei pensieri al riguardo.

Gli aforismi che di volta in volta compaiono sul sito sono una splendida idea: leggerli e riflettere sui suggerimenti che evocano è un piacere della mente e del cuore. Tutta l'esperienza che abbiamo ritorna in un attimo: volti, nomi, sentimenti.....

Non essendo filosofo, né psicoterapeuta, nè sociologo, mi è venuta la balzana idea di tentare la loro divulgazione popolar-paperesca.

E si comincia!

"Egli è una persona intelligente, ma per agire intelligentemente l'intelligenza sola non basta.

Fëdor Dostoevskij"

Vulgata popolarpaperesca:

PRIMA DI AGIRE O PARLARE PENSA, CONTA FINO A DIECI (CIOE' CONTROLLA QUANTO SARA' FATTO O DETTO IN BASE ALL'ESPERIENZA E AL BUON SENSO,NON ESCLUDENDO IL CUORE) E POI ......ASSUMITI LE TUE RESPONSABILITA'


18 novembre

"Il giudice non dovrebbe essere giovane; dovrebbe aver imparato a conoscere il male non dalla sua anima, ma da una lunga osservazione della natura del male negli altri; sua guida dovrebbe essere la conoscenza, non l'esperienza personale."
Platone

RISPETTATE I VECCHI SAGGI!!!


20 novembre

"L'Italia è l'antica terra del Dubbio. Il dubbio è un gran scappafatica; lo direi quasi il vero padre del dolce far niente italiano."

Massimo D'Azeglio


TESTO NON UFFICIALE DELL'ART.1 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA:
"L'ITALIA E' UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO ALTRUI"

25 novembre
"Le menzogne più crudeli sono spesso dette in silenzio."

Robert L. Stevenson

NON FIDARTI SOPRATTUTTO DEL SILENZIO DEGLI AMICI


29 novembre
Non ingombratevi la mente di pensieri inutili. A cosa serve rimuginare sul passato, anticipare il futuro? Dimorate nella semplicità del momento presente.
[AUTORE DIMENTICATO ]

NON FANTASTICATE SUL FUTURO, PRENDETE ESPERIENZA DAL PASSATO

14 dicembre

"Il vero amico è quello al quale non si ha niente da dire. Soddisfa nello stesso tempo la nostra selvatichezza e la nostra socievolezza"

GLI POTETE ROMPERE LA SCATOLE IN QUALSIASI MOMENTO MA ALLORA ACCETTATE ANCHE LE CRITICHE CHE VI FA


22 dicembre


L'amicizia è un'anima sola che vive in due corpi.

Aristotele

oggi ho sentito al telefono un amico dopo 3 anni.... sembrava che ci fossimo scambiate notizie solo ieri
pochi giorni fa ci siamo rattristati per la preoccupazione di Sara

QUESTI E SOLO QUESTI SONO I VERI AMICI


26 diceembre


La vita umana non può dirsi, a rigore, né lunga né breve, perché è in fondo la misura con cui valutiamo tutte le altre estensioni nel tempo.

Arthur Schopenhauer


.....questa non la capisco..... o non la voglio capire......

paperoinsciopero


28 dicembre

Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola.

Cesare Pavese

SFRUTTA LA POSITIVITA' INSITA IN OGNI EVENTO ANCHE SE BRUTTO

paperosfruttatore


6 febbraio 2009

Non ingombratevi la mente di pensieri inutili. A cosa serve rimuginare sul passato, anticipare il futuro? Dimorate nella semplicità del momento presente.

Dilgo Khyentse Rinpoche

VA TUTTO BENE, CONSIGLIO DA SEGUIRE...... SOLO CHE NON CAPISCO COSA SIGNIFICHI SEMPLICITA'.
Vuoi vedere che i complicati come me sono destinati a soffrire ogni giorno???????

paperoincaxxato


10 febbraio 2009
La natura non fa nulla di inutile.

Aristotele



dunque esisto!!!!!

paperopresuntuoso


4 marzo 2009

La cosa più deliziosa non è non avere nulla da fare. E' avere qualcosa da fare e non farla.

Marcel Achard

CORREZIONE: ....... E' AVERE PIU' COSE DA FARE ED ESSERE LIBERI DI SCEGLIERE COSA FARE PRIMA

paperodecisionista



1 aprile 2009
(non è un pesce)

che io possa avere la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio e la forza per cambiare quelle che posso cambiare e la saggezza per conoscere la differenza tra le une e le altre e vedere le scelte dove pensavo non ce ne fossero.

preghiera della serenità

si avvicina la Pasqua, sarò serio: è una bella preghiera, forse difficile da memorizzare.....
la tradurrei così: NON FARE AD ALTRI CIO' CHE NON VORRESTI FOSSE FATTO A TE, MA SOPRATUTTO PARLA SEMPRE, NON NASCONDERTI A TE STESSO


15 aprile 2009 ...... dalla Grecia

Poche amicizie sopravviverebbero, se ciascuno sapesse ciò che il suo amico dice di lui in sua assenza, benché parli sinceramente e senza passioni.

Blaise Pascal

Vedo un solo commento possibile (andreottiano): PARLATENE MALE MA PARLATENE.
Pero' dal punto di vista personale mi sto preoccupando......
mi consolero' pensando che piu' si parla male di uno piu' gli si allunga la vita


kalinikta


10 maggio

L'Italia è l'antica terra del Dubbio. Il dubbio è un gran scappafatica; lo direi quasi il vero padre del dolce far niente italiano.

Massimo D'Azeglio

ora è tardi........ domani vi dico cosa ne penso.....

18 ottobre (quanto tempo è passato!)
citazione ripetuta

10 maggio

L'Italia è l'antica terra del Dubbio. Il dubbio è un gran scappafatica; lo direi quasi il vero padre del dolce far niente italiano.

Massimo D'Azeglio

la citazione mi pare "acconcia" per questi giorni......


18 ottobre

Il saggio non è l'uomo che fornisce le vere risposte: è quello che pone le vere domande.

Claude Lévi-Strauss

notate l'aggettivo "vere"....... il resto si commenta da sé

paperoebasta

26 marzo 2010

Egli è una persona intelligente, ma per agire intelligentemente l'intelligenza sola non basta.

Fëdor Dostoevskij

.............dillo a me!!!!!!!!!!!!!
E' il primo aforisma che ho citato all'inizio......
paperosabbatico (capisciammé)
22/08/2008

Autore: RedHunter (11:32 pm)
Oggi è proprio una di quelle mattine... L'ho capito sin dall'alba, quando qualche stronzo, uno dei tanti che affollano questo strano mondo, ha sbagliato numero e per una di quelle strane coincidenze, che mi convincono sulla fortuna che aleggia su di me, ha fatto squillare il mio telefono... Nulla di strano, direte. Nulla di terribile, penserete. Se non fosse per il fatto che è seccante, a dir poco, a non dir peggio, essere svegliati da qualcuno che non conosci, che per di più ti insulta, perché sei in ritardo ad un qualche appuntamento, che non ti sei mai sognato di prendere. Non sei ma così sbronzo. Soprattutto quando per te il sole è tramontato giusto da un'ora ed hai trovato la forza di addormentarti dopo aver vomitato pure l'anima, annegata nell'alcol... Si è proprio seccante. Gliel'ho urlato con tutta la forza della mia piccata indignazione, con tutta la frustrazione della mia mente disciolta, annacquata dai fumi della sbronza non ancora smaltita... Se poi quello stronzo mi richiama e torna ad insultarmi, convinto di aver fatto il numero giusto... beh, allora sì, mi convinco che è proprio una giornata di merda, che qualcosa o qualcuno sta tessendo trame oscure contro di me, per non farmi dormire o, peggio ancora, per spingermi a qualche gesto esasperato, come alzarmi, fare colazione ed andare a lavorare.

Ci sarebbe proprio da incazzarsi, sino al punto di ammazzare il telefono, schiantandolo sul muro, strozzando la cornetta o, gesto più cruento, decapitando il filo.

Non che ce ne siano tante di mattine come queste, ma di tanto in tanto, qualcuna ne capita. Allora l'unica cosa da fare sarebbe riaddormentarsi, cercare di non pensarci, mentre aspetti che sorga un'altra alba, un nuovo sole e un nuovo giorno... Ma si sa il buon senso non mi appartiene, proprio non è da me. Così, ogni volta, mi alzo e compio quel gesto, proprio l'unico che bisognerebbe non fare, corro al cesso, svuoto la vescica, faccio colazione e prendo definitivamente contatto con la realtà... Brrrr....

È proprio girandomi allo specchio, in quell'immagine riflessa di uomo decadente, gli occhi cerchiati, il viso stravolto, che dovrei capire, che proprio non è il caso di insistere... Che me ne dovrei, inevitabilmente, tornare a letto, ma io sono sordo e cieco, oltre che stupido, allora faccio la doccia, mi vesto, la testa che mi scoppia ed urla di dolore, annego la mia disperazione nel caffé e vado a lavorare. Ogni volta è così. Tutte le volte. Poi quando la giornata giunge al termine, non faccio che ripetermi che sono un testone, un dannato asino cocciuto, che o cambio stile di vita o cambio lavoro mettendomi a fare il disoccupato organizzato. O magari raccolgo tutti i segnali che la vita mi lancia, cercando di fare l'unica cosa sensata in giornate come questa... Tornare a letto.

È così che cominciano i sensi di colpa. Quelli che quasi mi spingono ad una crisi mistica, quando comincio a pensare che dovrei dare un senso alla mia vita, quando comincio a domandarmi il senso di fare sesso senza senso, come se fosse masturbarsi... Solo l'inizio, prima di domandarmi il significato dell'alba, come quello del tramonto... Poi guardo le stelle e finisco col chiedermi se non esistono solo per offrire uno spunto, un qualche fondamento al romanticismo idiota del carabiniere che le manette pronte, guarda una donna negli occhi e le dice: «ma tuo padre faceva il ladro?» e lei come a sposare l'idiozia del momento, gli chiede: «Perché?» e lui «Perché ha rubato due stelle per mettertele negli occhi... ». E clang, scattano le manette per il padre ignaro... Possibile, questo mi chiedo che ci sia ancora tanta stupidità nel confessare così un furto, facendo sfoggio disinvolto della refurtiva?

Sono proprio i sensi di colpa, insieme con i rimpianti, che mi spingono a bere ancora, così giusto per dimenticare che a casa ad aspettarmi c'è una donna col suo metro ed ottanta di corpo che non chiede altro che il mio sesso e che aspetta il sabato come se fosse la notte dei miracoli... Quando tutto, anche l'impossibile, diventa possibile. Già realtà. Magia... il sesso alla frutta diventa macedonia, quindi estasi, puro orgasmo di dolcezza, poesia, sogno, romanticismo... un po' feticista e un po' voyeur... Come se il kamasutra dovesse essere ogni volta aggiornato, se non addirittura riscritto... È per questo che bevo, per trovare ogni volta l'alibi giusto a quel sesso affamato, un lupo arrabbiato che non sa dire di no, che proprio non riesce a dimenticare la sua complementarietà con quello dell'altra. Ogni volta devo bere un po' di più, perché ogni volta è già più vicino il declino del tramonto, il momento del silenzio, quando l'ululato alla luna sarà solo un ricordo sbiadito, un momento vissuto e già dimenticato.

Mi sono spinto già troppo aventi col mio racconto, anche se non troppo, quindi frizione abbassata, retromarcia inserita, un rapido sguardo allo specchietto, il piede si alza lentamente, il movimento pesante della macchina già in moto. Indietro, ruota dopo ruota, a ricostruire la giornata campale... O campestre... fate un po' come cazzo volete, chi se ne frega!

Ho già detto, che è stato il cicalare, per nulla discreto, del telefono a destare la mia coscienza, a risvegliare gli appetiti, a sottopormi al rito consumato dell'alzabandiera. È sempre così, quando mi sveglio e devo districarmi dal groviglio di braccia e coperte, da quel metro e ottanta di gambe, sesso e seni, che non si sa perché, forse per vocazione da termocoperta, finisce, ogni volta, col soffocare e strozzare il mio metro e settanta di ossa e carne, col sudore a fare da contorno.

Preparo il caffé, lo sorseggio con avidità, da subito precipitando nel pensiero sul perché ci sono sempre quelli più fortunati di me, dotati di un sonno sordo, addirittura cieco, al punto di non sentire la sveglia, così che tocca sempre a me alzarmi per primo, costringendomi al rito consumato della ginnastica del sollevatore di pesi... Anche questo mi chiedo, possibile che non sia mai io quello a cui viene servita la colazione a letto? La solita domanda oziosa, quanto inutile, tanto, prima o poi, anche i miracoli si compiono... Continuando a cercare e cambiando, di continuo, letto e coperte, può capitare di tutto, anche trovare le risposte che cerchi... Ma adesso è meglio non pensarci.

Il telefono squilla ancora. Questa volta gli insulti trovano l'indirizzo giusto e tra l'altro partono anche dal mittente buono, anche se incazzato nero. A nulla vale il mio buongiorno, si vede non è una bella giornata, piove a dirotto, il sole è coperto ed io comincio a rimpiangere l'omicidio mancato, quello del telefono... Ho le scatole piene, mentre la vescica continua a scoppiare... È in questi momenti, che mi chiedo a che cazzo serve lavorare, solo per guadagnare? Già, si lavora per i soldi, anche se ora ne sono convinto. Io lavoro per filantropia, per il gusto di fare tante buone azioni, come salvare dal fallimento i miei fornitori, così come risparmiare al figlio che non ho, grazie proprio alle cose che non sciupo, i miei soldi, la fortuna di un padre e una vita da papero. Sono proprio questi i pensieri che rischiarano il giorno, mi restituiscono il sorriso e fanno brillare la mia aureola da piccolo angelo.

Non ho nulla contro i vecchi, anzi li adoro, soprattutto quando non sono costretto a conversare con una di quelle tremolanti reliquie e posso contemplarli a distanza... anche con un pizzico di invidia se mi consentite... Poi la mia adorazione sa crescere e diventare venerazione se non sono costretto a guardare quelle fatiscenti creature biascicare il cibo con le gengive, gocciolare saliva e bocconi rimasticati (si fa per dire) sui menti pelosi e bitorzoluti... Brrrr....

Comunque ho già detto che sono un filantropo e, come tutti i filantropi, nutro un segreto e profondo disgusto per l'umanità... Soprattutto con quella parte di essa, abbondantemente negli "anta", terribilmente e decisamente vicina agli "ento"... Quella mattina doveva proprio accadermi di tutto, questo l'avevo già capito... Del resto, il buongiorno si vede dal mattino e il mio non era stato certo allegro. Incontro così un vecchietto, un caro vecchietto, con la sua piccola auto tremolante e sconquassata, che guida a trenta chilometri all'ora (a me sembravano anche meno) e decide di farlo su una strada dove ne sono permessi almeno novanta e decide di farlo proprio davanti alla mia macchina, proprio quando sono già in ritardo e mi sono già conquistato la mia buona dose di insulti quotidiani... Anzi sono in overdose, mi sono beccato anche quelli di qualcun altro. Accidenti a lui.

Come posso allora reprimere la mia filantropia? Come posso non lasciarla esplodere nella domanda, giusta credo, sul perché non li tolgono dalla strada questi bastardi decrepiti? È proprio una giornata di merda... Se poi si ha fretta di prelevare un po' di soldi dal conto e si ha davanti a sé una vecchia befana, che incassa la pensione, facendosi mettere i soldi dal cassiere in tante buste con scritto: "Affitto", "luce", "salumiere" e così via... Quando poi quelle buste sembrano non dover finire mai, come faccio a non chiedermi il perché non trapassa nel sonno e si risparmia la fatica? Se poi mi afferra il pensiero che un giorno, anch'io sarò vecchio e decrepito, allora raggiungo la certezza assoluta di essere caduto in una giornata di merda, quella stagionata, abbandonata sotto un sole cocente e fetente per giorni e giorni... Se così non fosse avrei pensato, piuttosto di poter essere fortunato e di non arrivare affatto agli "anta".

Da subito ho avvertito delle fitte di dolore all'addome. Giusto a rallegrare la giornata. Giusto a ricordarmi che un metro e ottanta di gambe, sesso e seni, oltre ad esser quanto mai attraenti e sexy, sono anche pesanti, soprattutto quando ti comprimono lo stomaco ed hanno un sonno sordo e cieco, oltre che quanto mai agitato e movimentato. Meglio fare un salto al Pronto Soccorso, lasciarsi visitare. Telefono e dico che ritardo ancora. Mi guadagno, senza troppa fatica, un'altra buona dose di insulti. Comincio ad essere stanco ed incazzato. Sfido chiunque a non esserlo al mio posto. Questo mi consola. Mi rende più facile il non bestemmiare. Mal comune mezzo gaudio, questo penso. La giornata va avanti, ma almeno ha smesso di piovere. Grazie.

Gli ospedali, si sa, sono un po' come gli aereoporti, quando al ceck in, all'ospedale è il ceck up, per rassicurarti sulla solidità dell'aereo su cui volerai, ti chiedono se vuoi stipulare una polizza di assicurazione in caso di morte, sorprendendosi poi, se lasci tutto alla compagnia aerea... Certo nella speranza che di aerei ne comprino di nuovi... Almeno così non muori invano. All'ospedale è più o meno la stessa cosa. Un'infermiera volenterosa, ti fa un primo esame, così giusto per controllare se deve mandarti prima il medico o il becchino. Non appena ha constatato che testa e membra sono ancora attaccate al tronco, propende per il medico e mi dice di sedermi lì e, soprattutto, di aspettare. Sembra, di questo ne ho avuto conferma, che il becchino arrivi prima. Io il medico l'ho aspettato per delle ore, anche se so di qualcuno che ancora lo aspetta. Alla fine, il medico è arrivato accompagnato dai suoi occhialioni tondi, il camice bianco e l'aria annoiata...
«Che infortunio abbiamo avuto?»
«Penso che siamo stati presi a calci e pugni un po' dappertutto...»
Così lui ci ha portato in una stanza per visitarci, ci siamo tolti i pantaloni e la camicia. Tossiamo a sinistra e a destra, rispettando la par condicio. Mentre dita fredde si conficcano quì e là. Poi ci siamo sdraiati su di un gelido tavolo di acciao e siamo stati esaminati un altro po'. Ogni tanto dicevamo ahi. Alla fine abbiamo fatto i raggi e ne è venuto fuori che avevamo un po' di costole incrinate. Abbiamo indossato un busto, un arnese strano che sembra il figlio naturale e legittimo di un'imbracatura e di un cinto erniario. Ci siamo rivestiti. Ho pagato il conto. Ecco dov'era l'inghippo. La visita era per noi, ma chi pagava ero io.

Il lavoro è solo un breve intervallo, piacevole, quanto vuoi, ma pur sempre una parentesi. Una piccola parentesi, dove monto un armadio al contrario, li disegno di spalle, senza indovinare una sola prospettiva. Se poi penso che all'intervallo seguirà la notte, dove ad aspettarmi c'è una specie di belva sado-maso, troppo grande per il mio corpicino da artista, compreso il busto. Se a questo aggiungo che è sabato e la belva è affamata. C'è quanto basta per sperare che il tempo arresti la sua corsa. Sono questi pensieri che rendono il lavoro piacevole, anche quando ha smesso di piovere, per riprendere giusto quando devo scaricare i mobili da consegnare e non so come coprirmi. Lo rendono piacevole persino, se dove devo consegnare i mobili non c'è l'ascensore ed il cliente è all'ultimo piano. Ma si sa ci sono preghiere che sono esaudite ed altre che proprio non sono neanche ascoltate. La giornata di lavoro finisce e comincia la notte... una lunga notte... è già un incubo.

È mentre guido per tornare a casa, che comincio a sperare che si sia dimenticata che oggi è sabato. Una speranza vana, come quella di aver fatto il pieno stamattina, così rimango a secco e sono costretto a fare l'autostop, sotto una pioggia scrosciante. Inclemente. Qualcuno dopo un po', un paio d'ore circa, raccoglie il pulcino bagnato che sono diventato. Mi dà un passaggio, è una mia vecchia fiamma con la sua Topolino e, come ogni brava tassista che si rispetti, fa scattare il tassametro ed esige il pagamento della corsa. Si ferma in un boschetto appartato. Reclina i seggiolini. Non sapevo che fossero ribaltabili. Fa esplodere i suoi seni prorompenti e prosperosi insieme ad un reggiseno troppo piccolo per contenerli, mentre mi spoglia, lacerando l'arnese in cui boccheggio, mentre mi afferra le mani e se le porta sui seni, giusto per strizzarli... Poi mi dice:« Ma che fai? Dai... non fare così... su calmati... lo sai sono una ragazza seria io...». Lo dice mentre mi sfila i pantaloni ed afferra il mio sesso sgomento ed atterrito... Le mie costole lanciano urla disperate di dolore lancinante ad ogni assalto, accompagnandosi a quelle di lei sulla vetta dell'orgasmo. Finalmente tutto sembra sopirsi. L'aria diventa stretta. Si riveste, riparte e mi lascia sotto casa, dandomi del porco. È proprio vero. Nella vita ci vuole una gran pazienza... Ma io credo di averla già abondantemente persa e a dirla con franchezza mi sono già rotto le palle... Mi giro e la mando a ffanculo la troia, peccato è già lontana.

Sento il rumore dell'acqua scrosciare lungo la doccia. Una voce suadente, simile a quella di un orco, che mi chiede: «amore... lo sai oggi che giorno è?». Rassegnato, rispondo: «no... amore... non lo so...». Lo dico mentre torna e riaffiora l'idea di dare il mio sesso al gabinetto... e lei «è sabato, amore!»

Eh sì amore... amore è sabato... questo mentre penso e vorrei urlare... Ma che senso ha fare sesso senza senso?

Berto Bastone
Copyright 1996
24/07/2008

Autore: RedHunter (11:43 am)
Nella Libera Repubblica delle Banane è tempo di elezioni. Gli esperti in comunicazione, specializzati nella gestione delle campagne elettorali, sono da tempo al lavoro, si aspettano un'aspra battaglia fatte di dichiarazioni roventi, pagine di giornale infuocate e manifesti, tanti manifesti.... Poi ci sono loro i candidati, prima di buttarsi nella bagarre della campagna, hanno affrontato la propria preparazione, ognuno suo modo, cercando di trovare così le energie necessarie ad arrivare in piena forma al momento in cui aperte le urne si saprà chi sarà il vincitore....
Quattro personaggi, con le loro storie, le loro emozioni, i propri sentimenti e le proprie angoscie...
Ognuno di loro si prepara, sapendo che sarà dura... durissima... ma è tempo di lavorare, è tempo di mettersi in gioco... Non sarà semplice mentire, sapendo di mentire, non sarà semplice sorridere a tutti e pensare ma chi diavolo sono questi, che vogliono... Non sarà semplice, ma si deve fare... È necessario per il bene del paese... Già perché ognuno di loro sente di essere l'unto del signore, l'uomo giusto al momento giusto, quello la cui missione è salvarci dagli altri tre che rappresentano il male peggiore per il paese...

Il sole è sorto da tempo... lungo i viali alberati di una splendida villa, passeggia uno dei nostri amici, circondato da veline, troniste show-girls e attricette... Tutte donne bellissime, tutte donne straordinarie, con loro si sente un gigante, con loro la vita sembra essere un paradiso tropicale fatto di conti off-shore, soldi che transitano, passano e scompaiono nelle pieghe dei conteggi... Un paradiso di sole, spiaggia e mare... Con loro è bello sentirsi più giovane e vivo...

«Cara... - sussurra - io la vedrei bene come ministro nel mio governo... è una bella donna, una donna intelligente... e poi sarebbe più comodo vederci, sa senza di lei sarei così solo, soprattutto la notte»... «Ma... in effetti, mia cara, anche lei... non è male... È proprio una bella gn.... insomma è proprio intelligente... facciamo così, lei per i giorni pari e lei per i giorni dispari e tutte e due nel mio governo.... Certo bisogna vincere, ma i sondaggi dicono che siamo avanti di 100 punti... tutti gli altri non esistono... ci siamo solo noi... Però ora ci vuole un ministro per il sabato notte e una per la domenica... sa lo faccio per voi care... non voglio che vi affatichiate troppo»...«A proposito - sobbalza - Pasquale sono arrivate le pasticche di Viagra e Cialis?».

La nostra telecamera si alza in volo, sorvola il mediterraneo, velocissima come una saetta, passa veloce sul colosseo, sull'altare della patria, sul Campidoglio, sull'Olimpico, per fermarsi irriverente nelle finestre di un oscuro loft capitolino... Nella penombra, si intravede una testolina argentata, di fronte un maxischermo 62 pollici che trasmette immagini in bianco e nero... Un faccione enorme sullo schermo sorride, saluta la gente, parla con le persone in strada, stringe mani... Ad un certo punto, si avverte un movimento sulla destra... arriva una collaboratrice... «scusa Dabloiù, ma ci sarebbero da guardare quei manifesti...». «Manifesti? Ora stavo studiando i discorsi... allora portami il divvuddì intitolato JFK-Poster, che mi do una ripassata, comunque quante volte devo dirlo che bisogna rispettare le scalette... lo storyboard... Così non faccio in tempo a studiare...» «Ma Dabloiù, ho controllato nello Storyboard c'erano i manifesti... non i discorsi...».«Ah... Si vede che è passato di nuovo Tonino che ha perquisito le carte e non le ha rimesse in ordine... e va beh... pazienza, ero arrivato quasi a Dallas... Lo sai che è il punto che mi piace di più... Comunque, portami il divvudì, studio un po' e arrivo subito»....

Intanto sul Po... Un uomo è immerso nelle acque del fiume in meditazione... È circondato da strane schiume, pesci morti, strani "siluri"... Con lui un ometto baffuto e un tizio paffutello... «Bisogna darsi da fare - dice l'omino immerso nelle acque - È il dio Po che ce lo impone... Quì ci sono troppi stranieri, troppi meridionali... inquinano, inquinano... Arrivano da tutte le città, Modena, Parma, Firenze e ci tolgono lo spazio... Poi quando arrivano gli africani da Napoli, Palermo o dalla Calabria è ancora peggio... Poi ci sono gli extra-comunitari, ma almeno quelli lavorano quasi aggratis.. questi invece pretendono di essere pagati». «Hai ragione Bob... sono tanti... - dice il signore baffuto - ma che dobbiamo fare?» «Cos'è sta roba? Che fare? Bisogna purificarsi... bevete con me le acque del nostro signore Po... Bevete con me...» «Ma Bob... non è che ci fa male?» «Il nostro signore Po non fa male... ci purifica... bevete o siete anche voi traditori...». «Dobbiamo lavorare per il programma...» «Quale programma? Bastano due righe tutto quello che viene da sotto il Po fa schifo e se ne deve tornare a casa sua. Questo è il programma... non basta?». I due ometti si guardano indecisi e timidamente sussurrano... sì dovrebbe bastare....

Roma... All'interno di un elegante ufficio, Pieffe si specchia compiaciuto... pensa, certo che sono proprio bello... potevo fare l'attore in Biutifuul, ma il bene del paese prima di ogni cosa... prima di ogni cosa... «Richiamami Silvius...»... «Silviolino... amico mio.... caro mio.... dai prendici con te... saremo buoni... ti prometto che saremo buonissimi... Ti porterò il caffè a casa tutti i giorni... ci metto anche un bel bicchiere di acqua minerale e tanti bei pasticcini... su dai... non fare così... Ma non è vero... Giuro che non do fastidio alle ministre... Insomma Silvius, se non ci prendi con te, corriamo da soli.... Ma oltre alla colazione, ti porto anche la cena, ti metto le scarpe e te le tolgo... Ti faccio da autista... Non ci vuoi? E va bene... Comunque noi non ti vogliamo... Non ci mettiamo con quelli come te... Non ci sei mai piaciuto... Peccato... ci stavi ripensando? No, ma noi ti amiamo, ti adoriamo, sei il nostro faro... Non ci vuoi? E allora ci fai schifo....». La comunicazione si è interrotta... «Silvius? Silvius?» Tuuu Tuuuu Tuuuu Tuuu... «Allora ci pensiamo, te lo prometto ci pensiamo, va bene ciaooo» Tuuuu Tuuu Tuuu Tuuu. «Che dice? - chiede un collaboratore - Siamo in coalizzione? Corriamo insieme?» «Beh... ad essere sincero... insomma... non saprei...». «Insomma, che ha detto?». «Beh... che dire... ha attaccato...». Si guarda allo specchio... «comunque questa rughetta, decisamente, mi dona... che ne pensi?»...

Intanto, comincia il lavoro sui programmi elettorali. Gli esperti si mettono al lavoro e fanno ricerche su Internet... Ma già il sole tramonta sulla Repubblica delle Banane, lasciamoli lavorare, domani racconteremo un altro giorno....
30/10/2007
Categoria: Vari argomenti

Autore: RedHunter (12:51 pm)
Una nuova iniziativa targata VirtualSailing.net!! Ora ogni iscritto sul nostro portale può creare il suo blog personale, raccontando le proprie esperienze, le proprie storie, le proprie opinioni, ecc. Insomma la possibilità di creare e gestire il suo oceano di umanità e simpatia.

Non solo. Chi vuole creare e gestire un evento regata o torneo ed ha l'esigenza di sue pagine per aggiornare i risultati o pubblicare le informazioni relative all'evento, può ricorrere alla creazione di un suo blog tematico sull'evento.

Insomma, abbiamo voluto mettere a disposizione di tutti gli utenti uno spazio personale dove fosse possibile pubblicare articoli e, magari, raccontarsi e descriversi in queste pagine...

Ed ora Enjoy Boys!!!

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Non ingombratevi la mente di pensieri inutili. A cosa serve rimuginare sul passato, anticipare il futuro? Dimorate nella semplicità del momento presente.

Dilgo Khyentse Rinpoche

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